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Jeffery Deaver – La finestra rotta

1 giugno 2010

Lincoln Rhyme, investigatore tetraplegico (lo stesso de Il collezionista di ossa), deve scagionare il cugino e altri innocenti, accusati di omicidio dopo che la polizia ha trovato prove a schiaccianti a proprio carico. Il vero assassino è “l’uomo che sa tutto”, e che può cambiare qualsiasi dato: lo troverà?

Bellissimo. Non a caso il Times ha definito Deaver “il più grande autore di thriller vivente”. Anche in questo caso, come in Profondo Blu, si parla di privacy e informatica, ma ad essi si aggiunge un concetto sociologico: la teoria della finestra rotta, applicata negli anni ’90 a New York dal sindaco Giuliani, ma sempre attuale.

Il thriller è coerente a tutti gli altri romanzi di Deaver: ci sono il poliziotto sagace ma quasi privo di sentimenti e la poliziotta istintiva e intelligente, la sfera personale dell’investigatore viene spesso e volentieri minacciata, e l’identità dell’assassino si capisce solo nelle ultimissime pagine. Se dò rilievo a quest’ultima cosa è perchè sempre più spesso mi trovo a leggere romanzi polizieschi il cui assassino si scopre subito: che senso ha?

Ulteriore pregio di Deaver è la scrittura, che può essere definita quasi cinematografica, tanto assomiglia ad una sceneggiatura. Non a caso effettivamente molti dei suoi romanzi sono stati trasposti sul grande schermo, con attori del calibro di Denzel Washington (che ne Il collezionista di ossa interpretava proprio Lincoln Rhyme) ed Angelina Jolie.

Questo poi è un romanzo che fa pensare: quanta attenzione prestate quando fornite informazioni su di voi? Quanto sono sicuri i social network? Esiste veramente un Grande Fratello al giorno d’oggi, come in 1984? Che potere hanno effettivamente le società di data mining?

Ehi, mi raccomando: tenete d’occhio la vostra identità. Se non lo fate voi, lo farà parecchia altra gente.

VOTO: 8.5

2 commenti leave one →
  1. glamorousideoflife permalink
    2 giugno 2010 10:10

    Wow, ogni volta che leggo una tua recensione mi viene voglia di leggere subito il libro! Poi io sono proprio una fan di questi thriller polizieschi (adoro Kathy Reichs più di tutti).
    Invece io ti consiglio “La cena” di Herman Koch. Non so se ne hai sentito parlare, ma io avevo letto la trama su Vanity Fair e subito l’avevo prenotato. Lo sto finendo di leggere e mi è piaciuto molto!

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