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Quando si ha molto da dire..

19 marzo 2010

“Rubo” l’immagine (che potete ingrandire) dal sito delle Vipere, per tornare sulla cara biondina cremonese che ha fatto arrivare molti di voi alle pagine di questo blog.

Cos’ha fatto sta volta per “meritarsi” le critiche che stanno per arrivare? Ebbene, visto che in Italia la meritocrazia è un concetto superato e lasciato da tempo nel dimenticatoio, la rivista “A” ha deciso di pubblicare Chiara Ferragni, non come intervistata, ma proprio come giornalista. E’ non si tratta di una tantum, ma del primo di una lunga serie di articoli. Notare che è la stessa rivista in cui più di una volta hanno pubblicato i propri pezzi Travaglio e Rizzo. Giusto per dire, eh.

Evito di ripetermi, e dilungarmi nuovamente sul fatto che ci sono tante fashion blogger che meriterebbero molto più un’opportunità simile, così come tralascio il fatto che molte persone che sanno scrivere (notare che ho scritto solo “scrivere” e non “scrivere bene”) e che magari hanno studiato per diventare giornaliste, un’occasione del genere non la vedranno mai.

Da parte quindi le raccomandazioni varie, passiamo all’articolo in sè.

Un po’ banale direi, dici sempre le solite cose..sembra un temino di 5 elementare..” le scrive Ele (purtroppo il profilo non porta a nulla) tra i commenti, che stranamente questa volta non sono stati cancellati. Ragione da vendere, così come ne hanno avuta molti altri, che hanno fatto notare la stessa cosa. Un fatto troppo palese per essere messo da parte. Pensierini brevi e semplici, manca un briciolo di stile personale, sembra quasi che lei abbia mandato dei punti e il correttore di bozze abbia fatto tutto il resto.

L’immagine che dà di sè è quella che in fin dei conti tutti i suoi detrattori hanno sempre mostrato: una ragazza il cui unico interesse durante la giornata è quello di farsi fotografare in ogni dove, sempre con abiti e accessori diversi. L’università, nonostante il titolo, è un qualcosa di fondo, l’essere fashion blogger è il punto focale.

Ognuno ha le sue priorità, per carità, ma un po’ di profondità non guasta. Se non nella vita, almeno nell’articolo.

Alle critiche nel blog risponde molto pacatamente che in fondo aveva solo 1000 battute, cos’altro avrebbe potuto scrivere? Il punto qui non è il cosa, ma il come, cosa che a quanto pare non ha capito. E’ lo stesso discorso su cui si è molto dibattuto ultimamente: come puoi definirti un’intermediario tra stilisti e consumatore finale, se poi alla fine dei conti non scrivi niente, non dai mai la tua opinione? Qualcuno dovrebbe sinceramente dirle che un’esposizione totalmente narcisistica di sè e del suo armadio non la fa di certo un critico professionista, anzi.

Si è visto anche nei video-intervista per i 25 anni di Max: provate a cercarli su YouTube, e mettete al confronto le sue parole con quelle dell’amica Veronica Ferraro, anche lei blogger nonchè sua amica. Tornate magari con la memoria anche alle interviste a Studio Aperto e al Chiambretti Night. Notata la differenza? Non avevo dubbi.

Passando a cose più nostrane invece, ultimamente oltre a Veronica, anche un’altra amica della Ferragni ha aperto un fashion blog, e il caso vuole che questa ragazza abiti nella mia zona (e addirittura abbia frequentato il mio stesso liceo).

Visto che non posso esimermi da queste cose per un imperativo morale, e che ho un amico che lavora al Messaggero Veneto, ho collaborato con lui e con un’altra amica all’ideazione di un pezzo che verrà pubblicato domattina, nell’edizione locale del giornale. Intervista che doveva essere spietata, ma che ci ha lasciati a bocca aperta (me in primis) per l’intelligenza delle risposte.

Curiosi di sapere di chi si tratta? Rimane ancora una mezza giornata di attesa..

6 commenti leave one →
  1. bravissima6 permalink
    19 marzo 2010 16:38

    Articolo vuotissimo, sembra il “descivi la tua giornata” che ti davano come tema alle elementari, priva di argomentazioni. E pare che abbia usato questo articolo per “giustificare” le critiche ricevute dai bocconiani suoi colleghi, che la deridono perchè non fa altro che fare stupide foto! Passerà questo fenomeno, lasciamole godere il suo momento di gloria…
    Forse ho capito chi è la fashion blogger che hai intervistato…:D

  2. virgola permalink
    19 marzo 2010 16:46

    perchè l’articolo mi ricorda la canzone “tik tok” ? -.-
    mi hai incuriositooooooo!!!!

  3. 19 marzo 2010 19:19

    Il punto focale a mio avviso non è nemmeno l’essere fashion blogger. Il punto è Chiara Ferragni. Che faccia la studentessa o la fashion blogger, che rilasci interviste o tenga rubriche, c’è sempre lei al centro di tutto. E non accetta che l’obiettivo si sposti da lei, dalle sue cinture eccessive e dal suo smalto scrostato. Chiara Ferragni va avanti a forza di promozione di se stessa, persona o personaggio non importa, consapevole che più ne parliamo più le siamo utili. E la triste verità è che sono le persone come lei ad avere successo.

  4. 20 marzo 2010 00:56

    Mi avevano detto che “A” non navigasse in ottime acque, ma assoldare un’ aspirante socialité (perché é innegabile ci stia provando) come scribacchina ti fá capire quando un periodico sia alla frutta. E fanno pure i forum chiedendosi perché Vanity Fair abbia successo ed non “A”…

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  1. Un'impressione che cambia, e per una volta in positivo - Accidiosa V

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