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Quella con le Poste è una lotta senza speranza

11 gennaio 2010

Novembre 2009. La Postepay è scaduta, così come da procedura specificata nel sito chiamo il numero verde, per richiedere il rinnovo. Stranamente l’operatore mi risponde quasi subito, mi chiede i vari dati, e mi spiega che ci vorrà un mese perchè mi arrivi a casa il codice nuovo “Sa, i tempi sono quelli..”. Eh beh certo.. abito a circa 100m dalla posta centrale della mia città (e la raccomandata è arrivata da lì) e ci mettono una vita. Tra l’altro, il codice è arrivato dopo 1 mese e mezzo.

Ma mi arriva una carta nuova o no? “No no, solo il codice, continui ad utilizzare la tua. Poi quando fai la prima ricarica te la riattivano in automatico.”

Oggi allora vado in Posta, faccio le mie altre commissioni (dopo più di un’ora di coda perchè su 5 sportelli solo 2 erano aperti, di cui 1 con un computer che si doveva riavviare ogni 10 minuti), e chiedo poi all’impiegata di riattivarmi la carta e ricaricarla. Morale della favola? Non si può, perchè devono inviarmi quella nuova. Quello che devo fare è chiamare il numero verde (lo stesso che mi aveva dato informazioni errate) e “sollecitare la pratica”, sperando che si muovano.

Ovviamente chiamando il numero verde la coda è infinita e – guarda caso – ad un certo punto la linea cade magicamente.

E poi si chiedono se vengono continuamente denigrati!

5 commenti leave one →
  1. 11 gennaio 2010 15:29

    Ci vorrebbe una nuova Rivoluzione francese, ma qui in Italia. Garantito che la ghigliottina si rimetterebbe a lavorare a pieno ritmo…

    • 11 gennaio 2010 15:44

      Si e ho come l’impressione che quelli che hanno a che fare con Poste e Trenitalia sarebbero tra i primi..

  2. Edoardo permalink
    11 gennaio 2010 18:58

    Sono davvero scandalosi
    e se gli chiedi qualcosa di scritto non sono (ovviamente) “autorizzati” a rilasciarlo.

    • 11 gennaio 2010 19:17

      Si ma sembra che non siano autorizzati neanche a dirtele certe cose. Sempre a rimandarti a qualcun’altro, che ovviamente è introvabile.

  3. 13 gennaio 2010 12:26

    Mi sembra un tipico caso o esempio di “tecnologia ritardata.”
    Tecnologia cioè in teoria moderna, ma in realtà rimasta a tempi (come si suol dire)biblici.
    O forse, più semplicemente e tragicamente, si tratta di un problema di civiltà… questa sconosciuta.
    Ciao

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