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Dei o professori?

14 giugno 2009

Certi professori credono di essere dio in terra.

Fin che si è al liceo ci si lamenta, si pensa che peggio di così non potrebbe andare, e invece no. All’università è ancora peggio. Ego infiniti si scontrano, e per diventare la prima donna dell’ateneo ci si batte a colpi di bocciature, per dimostrare a tutti che il proprio esame è il più difficile, il più importante.

Programmi da 1500 pagine per un esame da 6 crediti, risultati che escono un’ora dopo al termine delle iscrizioni per l’appello successivo, materie che diventano improvvisamente propedeutiche agli esami che dovrai dare dopo, lezioni che si sovrappongono l’una con l’altra ma che “senza la frequenza non si può presentare all’esame, mi dispiace”.

Le dispiace veramente tanto, lo immagino.

E i rettori cosa fanno?  Arrivano proteste e rispondono calmi e mansueti con la solita formula: ” Per avere un buon livello di università ci devono essere degli esami di sbarramento, altrimenti son capaci tutti.”

Si, col cavolo. E’ possibile che i 3/4 di un’università provino lo stesso esame da 4 anni? Sono tutti stupidi?

Ovvio, siamo una generazione di caproni, ce lo ripetono sempre.

Perchè allora invece di mettere ego smisurati di 150anni in cattedra, togliere corsi di laurea, togliere qualsiasi servizio possibile, non fanno un bel repulisti cercando di invogliarci un po’ di più?

2 commenti leave one →
  1. 15 giugno 2009 20:29

    Farei leggere questo blog a quel commentatore di Repubblica che da anni rompe con il fatto che con la nuova università ci sono programmi di 20-30 pagine…

    Dipende dall’università e dipende dai professori.

    Io ho fatto l’università a Trieste (giurisprudenza), so quando è dura, senza peraltro che il suo livello qualitativo (uno dei più alti in Italia) sia riconosciuto.
    Però.
    Però ti dico che ho superato l’esame da avvocato studiando la metà dei miei colleghi, che la preparazione è ottima, che un’università così ti prepara benissimo alle sfide del lavoro.

    • 15 giugno 2009 21:44

      Si vede che allora è una cosa che dipende proprio da Trieste! Anch’io mi sto laureando qua, non in Giurisprudenza, ma in Economia.
      Ed effettivamente hai ragione, quando leggo certi articoli mi viene da ridere vedendo la mole di libri che poi ho sulla scrivania.

      La cosa che però mi infastidisce di più è vedere persone che si laureano senza fatica in altre università “più facili”, ma che nel mondo del lavoro hanno poi le stesse opportunità..

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